Pubblicato in: Giornalismo

LA VENDETTA E’ UN PIATTO DA GUSTARSI FREDDO


Roderigo di Brankfurten

Luigi era un ragazzo come tanti altri, con tutti i pregi e i difetti di quella meravigliosa età che si “subisce” sul finire del periodo degli studi, prima di entrare in quello vagheggiato, e temuto, in cui l’inizio dell’età lavorativa fornisce una maggiore libertà, grazie all’indipendenza economica. Era, in sostanza, in quell’età che sarebbe poi stata nostalgicamente rimpianta per tutto il resto della vita, ma che, durante il suo svolgersi, veniva spesso considerata tediosa e frustrante.
Luigi, come si diceva, era un ragazzo come tanti altri. Però aveva due grandi passioni (oltre alle ragazze): l’elettronica e le macchine d’epoca.

Per soddisfare la prima di queste passioni, aveva scelto, con la piena benedizione dei genitori, un tipo di studi che lo aveva immediatamente messo a contatto con piastre, circuiti integrati, componenti sofisticate, anche se il suo amore per le cose vecchie lo aveva spesso portato alla ricerca di transistor, diodi e triodi e valvole e quant’altro veniva usato nel secolo precedente.

Con in mano un saldatore e dei componenti da fissare sulla scheda nella giusta corrispondenza dei circuiti conduttori che la percorrevano come tanti sentieri, sentiva in sé la forza e la potenza di un novello Creatore.

La seconda passione presentava due aspetti: uno positivo e uno negativo. L’aspetto positivo era legato all’altra passione che lo accomunava alla maggior parte dei suoi coetanei: entrare nel viale principale del suo paese alla guida di una spider. E la sua, di quasi un secolo fa, tirata a lucido quasi fosse stata nuova, provocava abbastanza spesso in molte delle ragazze più carine il desiderio di “farci un giretto”.

Desiderio che Luigi era ben contento di soddisfare. Poi…si sa…da cosa nasce cosa…
L’aspetto negativo era però di ordine banalmente materiale: quelle meravigliose macchinecostavano. E, anche se Luigi si era fatto una buona esperienza da meccanico, anche se non esisteva deposito di rottami o di demolizioni che lui non avesse minuziosamente esaminato, i pezzi originali per mantenere in efficienza le sue amate auto diventavano sempre più rari e quindi sempre più cari. Per cui tutte le estati e tutti i periodi permessi dagli impegni scolastici, Luigi cercava piccole occupazioni saltuarie per raggranellare il denaro necessario al mantenimento di queste sue passioni.

Come volle il cielo, il periodo degli studi terminò e iniziò invece il periodo del lavoro continuativo. Essendo da sempre stato molto capace dal punto di vista pratico (a diversità dei suoi compagni abili a ricavare le conseguenze teoriche da una formula generale, ma assolutamente imbranati anche nella semplice sostituzione di una scheda), Luigi trovò subito un buon posto che, oltre a fornire un’adeguata remunerazione (in buona parte impiegata per le sue adorate auto: una spider e una berlina che muovevano a invidia tutto il paese) gli permetteva, come dire, di pensare un po’ anche al suo futuro.
Sennonché, un certo giorno, gli abitanti del paese si accorsero che qualcosa era cambiato: videro Luigi a bordo di…una bicicletta (anche questa molto vecchia). Lo videro che, con aria corrucciata, masticando qualche imprecazione, pedalava verso il suo posto di lavoro.

(Fine prima parte…starete sulle spine fino a settimana prossima!)

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LA VENDETTA E’ UN PIATTO DA GUSTARSI FREDDO


Roderigo di Brankfurten

Luigi era un ragazzo come tanti altri, con tutti i pregi e i difetti di quella meravigliosa età che si “subisce” sul finire del periodo degli studi, prima di entrare in quello vagheggiato, e temuto, in cui l’inizio dell’età lavorativa fornisce una maggiore libertà, grazie all’indipendenza economica. Era, in sostanza, in quell’età che sarebbe poi stata nostalgicamente rimpianta per tutto il resto della vita, ma che, durante il suo svolgersi, veniva spesso considerata tediosa e frustrante.
Luigi, come si diceva, era un ragazzo come tanti altri. Però aveva due grandi passioni (oltre alle ragazze): l’elettronica e le macchine d’epoca.

Per soddisfare la prima di queste passioni, aveva scelto, con la piena benedizione dei genitori, un tipo di studi che lo aveva immediatamente messo a contatto con piastre, circuiti integrati, componenti sofisticate, anche se il suo amore per le cose vecchie lo aveva spesso portato alla ricerca di transistor, diodi e triodi e valvole e quant’altro veniva usato nel secolo precedente.

Con in mano un saldatore e dei componenti da fissare sulla scheda nella giusta corrispondenza dei circuiti conduttori che la percorrevano come tanti sentieri, sentiva in sé la forza e la potenza di un novello Creatore.

La seconda passione presentava due aspetti: uno positivo e uno negativo. L’aspetto positivo era legato all’altra passione che lo accomunava alla maggior parte dei suoi coetanei: entrare nel viale principale del suo paese alla guida di una spider. E la sua, di quasi un secolo fa, tirata a lucido quasi fosse stata nuova, provocava abbastanza spesso in molte delle ragazze più carine il desiderio di “farci un giretto”.

Desiderio che Luigi era ben contento di soddisfare. Poi…si sa…da cosa nasce cosa…
L’aspetto negativo era però di ordine banalmente materiale: quelle meravigliose macchinecostavano. E, anche se Luigi si era fatto una buona esperienza da meccanico, anche se non esisteva deposito di rottami o di demolizioni che lui non avesse minuziosamente esaminato, i pezzi originali per mantenere in efficienza le sue amate auto diventavano sempre più rari e quindi sempre più cari. Per cui tutte le estati e tutti i periodi permessi dagli impegni scolastici, Luigi cercava piccole occupazioni saltuarie per raggranellare il denaro necessario al mantenimento di queste sue passioni.

Come volle il cielo, il periodo degli studi terminò e iniziò invece il periodo del lavoro continuativo. Essendo da sempre stato molto capace dal punto di vista pratico (a diversità dei suoi compagni abili a ricavare le conseguenze teoriche da una formula generale, ma assolutamente imbranati anche nella semplice sostituzione di una scheda), Luigi trovò subito un buon posto che, oltre a fornire un’adeguata remunerazione (in buona parte impiegata per le sue adorate auto: una spider e una berlina che muovevano a invidia tutto il paese) gli permetteva, come dire, di pensare un po’ anche al suo futuro.
Sennonché, un certo giorno, gli abitanti del paese si accorsero che qualcosa era cambiato: videro Luigi a bordo di…una bicicletta (anche questa molto vecchia). Lo videro che, con aria corrucciata, masticando qualche imprecazione, pedalava verso il suo posto di lavoro.

(Fine prima parte…starete sulle spine fino a settimana prossima!)

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Che? 25mq a "soli" 500 eurolilleri?…


Dunque, è iniziata così…Sto cercando un piccolo appartamento in affitto. Piccolo, davvero…senza tante pretese. Non voglio mica 50 mq in Piazza Duomo. La ricerca, quindi, parte dalla Periferia di Milano. Case di ringhiera, 20/25 mq, compreso di tutto. Calpestabili, ovviamente (è capitato, una volta che i famosi 25 fossero, in realtà, 18).

Tant’è. Inizio a cercare su Interdet (la Rete per gli impediti), perché è il mezzo più veloce per la ricerca delle case (di tante altre cose of course, ma a me, in questo momento, interessano solo le case). E…indovinate…qui viene il bello. Non ho trovato un appartamento di 25 mq in PERIFERIA, dal prezzo INFERIORE ai 500 eurolilleri. Un milione delle vecchie lirette. In buona sostanza, un buco dove si presume si debba vivere, mangiare, dormire, studiare, lavorare e altro, costa attualmente un milione. Poi bisogna AGGIUNGERE le spese e i primi tre mesi di affitto, oltre la cauzione.

Ora, non sono una Genietta della Lampada, ma se una personcina cerca 25 mq è perché, sostanzialmente, non vuole o NON PUO’ spendere tanto…Ora, non dico che tutti i padroni di appartamenti siano, sostanzialmente, dei farabutti…ma con che CORAGGIO si può chiedere tanto?

Cambiamo le cose adesso, gente…perché tra un po’ di cose da cambiare non ve ne saranno più…

Occorre, ancora di più, fare i cattivi!