Pubblicato in: Informatica:Linux, Uno

Un kernel dispettoso


A tutti gli svevanettiani informatici: ho un problema…Vorrei che il mio eeepc (versione Xandros) e il mio palmare acer s60 si parlassero e andassero d’accordo. Non i mancano i programmi (Jpilot e Dispositivi Palm OS), ma quando cerco di sincronizzarli, il sistema mi dice che manca il “visor kernel module”.

Ok, mi dico. Posso cercare di compilare un nuovo modulo (il kernel di Linux è fatto apposta per ciò) e farglielo mangiare e digerire.

Ma sia il comando “$ make”, sia il semplice comando “make” non sortiscono effetto alcuno. E quando cerco di capire se il visor module c’è già, il comando “man modprobe visor” mi dà solo la spiegazione della sintassi “modprobe”. Sono sicura che sto sbagliando qualcosa, ma non so cosa, anche perché come sempre, sono autodidatta.

Vi è qualcun che sa dirmi DOVE si nasconde il mio errore?

grazie e fate sempre (anche nel MillenovecentonavantaDiciannove) i bambini kattivissimi!

love,

sVeVa

Pubblicato in: Giornalismo, pane&Amore, Politica

“Facciamo l’ipotesi…”


Piero Calamandrei
Piero Calamandrei

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private . Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche a quelle private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il Partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”

Piero Calamandrei, 1954 professore di giurisprudenza

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Piccoli e leggeri (colpi di spugna)


Mi fanno paura le persone con gli occhi piccoli, vacui e vicini. Occhi che non comunicano, dietro ai quali si celano solo pensieri orrendi. Occhi di chi ha già in mente come trasformare la democrazia in dittatura, con piccoli colpi (leggeri) di spugna.

Uno qui, uno lì…e da un paragrafo all’altro ecco che magicamente da una fantastica carta democratica si passa a una serie di leggi alle quali obbedire. Pena…la galera a vita.

Avremo un solo Unto, un solo Presidente del Consiglio, un solo Presidente…ma riuniti tutti in un’unica figura.

Avremo, più in là un solo dittatore. O ci svegliamo adesso o – come al solito – ci facciamo impapocchiare (e scusate i tecnicismi) e ci troviamo dietro le sbarre senza passare dal via…

fate sempre, kostantemente, adesso, dopo, tra dieci minuti e fino alla fine del mondo i bambini e le bambine KATTIVI, KATTIVISSIMI!

loVe,

sVeVa