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Wikimedia Italia sotto accusa: ricevo e volentieri diffondo


QuotidianoRicevo e volentieri pubblico. Perché l’informazione sia sempre completa e giusta. Da Wikimedia Italia «Giampaolo e Antonio Angelucci hanno intentato una causa civile […] da 20 milioni di Euro (non è un refuso sono proprio VENTI, altro che gli 1 o 2 di Repubblica e l’Unità) nei confronti dell’associazione Wikimedia Italia. Come noto WMI non ha alcun controllo o responsabilità sui contenuti di Wikipedia. Però la causa c’è, con tutto ciò che ne consegue». Così si viene a sapere dell’ultima importante sfida lanciata contro Wikipedia. L’enciclopedia online, simbolo primo della rivoluzione culturale di cui la Rete si fa portatrice, dovrà infatti nuovamente rispondere per accuse circostanziate, gravi e basate su una richiesta di danaro che metterebbe knock-out un intero movimento.

Qui i particolari della storia

In ogni caso fate le bambine e i bambini kattivi!

lOv3, sV3vA

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Giornalismo, giornalismi. Democrazia, democrazie…


Sveva Stallone, autrice del blog
Sveva Stallone, autrice del blog

Eh, no. Non si può stare sempre alla finestra a vedere “l’effetto che fa’”. Di questo passo (ed è la mia personale opinione), il fascismo democraticamente eletto e strisciante si paleserà in tutta la sua essenza.

Guai a toccare certi argomenti, sgraditi al governo. Mio dio! Significherebbe FARE INFORMAZIONE. E ciò non è carino…L’informazione quando libera, curiosa, democratica va combattuta. Vuoi mai che – per disgrazia e ignoranza dei nostri lettori – qualcuno inizi a pensare con la propria testa e mettere in dubbio il 64virgolaqualcosapercento di gradimento?

Vuoi mai che il nostro Presidente del Consiglio, l’on. dott. Silvio Berlusconi se ne abbia a male? Ma cos’è questa Costituzione? Non c’è nemmeno una pagina di pubblicità. E cos’è la democrazia, se non quella cosa che più gli aggrada secondo i numeri degli elettori? Democrazia sì, ma a colpi di sondaggio.

Certo, per alcuni (forse molti) queste sono considerazioni esagerate. “Il fascismo vero voi non l’avete mai conosciuto”. Vivaddio no…ma non voglio nemmeno conoscerlo ora. Anche agli inizi del fascismo (si, quello “vero”), vi era una certa indifferenza nei confronti di ciò che faceva la politica. Indifferenza e menefreghismo, perché il proprio orticello è sempre molto più importante dei campi dei vicini.

Tant’è…Di fatto, ora, le necessità di una sola persona stanno diventando molto più importanti di quelle dei molti. E fin che il gregge non alza la testa, va tutto bene. Ma – c’è da chiedersi – davvero abbiamo un bisogno fisico di qualcuno che pensi e agisca per conto e nome nostro? Pare di si. Amiamo farci vestire dagli altri. Amiamo chi ci cuce addosso i suoi desideri, le sue aspirazioni, le sue idee. Pare proprio che non si sappia esattamente quale sia il meccanismo che ci porta a pensare col nostro cervello. Perché – anche qualora dovessimo trovarlo – scopriremmo che è davvero faticoso attuarlo.

Giornalismo, giornalismi, si diceva. Ma quale? Quello “addomesticato”? Quello che non fa arrabbiare il capo supremo? Tutto il resto è noia, diceva il poeta. Ma – seppur noioso – va combattuto. E allora via, attacchiamo tutta la stampa, anche quella estera. Attacchiamo tutti i giornalisti quando fanno domande “scomode”. Perché ci sono anche quelle “comode”? Le “non domande”?. Non sopporto chi fa le “non domande” chi si pone, genuflesso, facendo considerazioni. Mai domande. Perché domandare sarà anche lecito, ma rispondere non è più cortesia.

Non sono certo io – giornalista nata sulle pagine di un settimanale informatico, Linea EDPa poter dare lezioni di giornalismo. Ma non starò zitta, perché posseggo una coscienza politica, sociale, democratica, che ama l’informazione libera. Tutta, voglio sottolineare…

Viva la diversitàche potrà esserci fin quando ci sarà democrazia. Fin quando non torneranno le “veline” (non le ballerine show-girl, ma notizie gradite al governo passate su carta velina, appunto), fin quando qualcuno non inizierà a chiudere giornali e telegiornali, reti tv e radio. Fino a quando qualcuno non appoggerà più legalmente i giornalisti scomodi o non passerà più gli spot di certe trasmissioni. Fino a quando…

…già. Fino a quando?

Sveva Stallone, giornalista…