Pubblicato in: 25 aprile, 25 giugno 1970, Alfredo Stallone, Casa delle Libertà, Centrosinistra, CGIL, Destra, facebook, Festa della Liberazione, Fotografia, Giornalismo, giornalismo, Libertà di espressione, Media, Milano, Movimento 5 Stelle, Nazifascismo, operaio rappresentante sindacale, Politica, Resistenza, Sindacati, Sindacato, Sinistra, Sveva Stallone, UIL

25 Aprile: il PD in Blue fa chic e non impegna. Immagini dalla manifestazione


Lascerò parlare pure le immagini, sono andata in manifestazione per coglierne l’essenza anche stavolta, ma un po’ di fredda cronaca va fatta.

Simpatici burloni. Scherzo, ognuno ha diritto di parlare come mangia…

All’inizio c’era più presenza di polizia e vigili che partecipanti e devo dire che di solito le forze dell’ordine si riuniscono ai lati delle strade molto più discretamente e verso piazza San Babila. Ma appena entrata è stato fantastico. C’è sempre l’anti – euro che mica te le manda a dire.

Il nuovo PD si definisce Blue. Blue, triste…

Pochi slogan, due Sindacati incontrati: UIL e CGIL, molti capelli grigi, tante, ma tante Sinistre. In capo a tutte il PD (se ancora si vuole definirla “sinistra”), che ha cambiato natura, spostandosi verso il blu, mettendoci le stelline (dell’Europa) e togliendosi di dosso quel pochissimo di rosso che le era rimasto, al ritmo della Canzone dei 100 passi (niente Bella Ciao, cantata solo all’ultimo da quattro giovinette a favor di telecamere).

Bandiere di Israele e striscione Amici di Israele
Bandiere della Palestina. Molte meno, rispetto a quelle di Israele

Sono arrivata sino in Piazza San Babila, ci son stati pochi subbugli tra Brigata Ebraica e chi sventolava le bandiere palestinesi al ritmo di “Palestina Libera!”.

Poi, mentre fotografavo e accanto a me un’altra (lei vera) fotografa faceva il suo dovere, ho sentito il cordone di sorveglianza del PD dietro di me scandire “abbasso i fotografi, abbasso i giornalisti, loro non dovrebbero essere qui. Sono loro a fare casino: riprendono e quelli (i manifestanti n.d.r.) si scaldano. Non dovrebbero esserci giornalisti alle manifestazioni!” (qui mi lascio andare: EVVIVA LA DEMOCRAZIA!).

Uno dei “facinorosi” operatori che non dovrebbero fare il loro lavoro

Altre belle urla rivolte a diversi gruppi di manifestanti, da diversi gruppi – ché si sa le sinistre non andranno mai d’accordo – andavano da “vai a lavorare se trovi lavoro, bauscia!”, “abbasso i giornalisti!”, “guardi che devo passare!” “signora, tutti dobbiamo passare!”, “è colpa dei XXX” (metteteci nell’ordine: PD, Cinquestellini, Rifondazione Comunista, Arcigay, Lotta Continua, Sindacati… ). Insomma, quanto di più triste e meno sentito in una manifestazione.

A metà strada, parecchie persone. Nessuno slogan, nessuna canzone

Ma forse la colpa era mia: troppo distaccata per sentirla. Una cosa c’era: era un evento sicuramente partecipato; più del 2015, ancora più del 2016. Le cifre non le conosco, ma non si può dire che questa manifestazione portasse poche persone.

Sv. S.

Appena entrata, un gruppo piccolo di ricordi di gioventù
Questi sono quasi spariti…
Api?
Beccatevelo così, è il nuovo PD
Anche questo…
Movimenti. Mi erano già passati su un piede un poliziotto e un fotografo. Il cordone di sicurezza e l’aria di attesa sapevano un po’ di tensione…
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#iostoconGabriele: anche un blog piccolo così può schierarsi. E lo fa con orgoglio, caro “Wolfango”


E la mattina si apre con una bella notizia: il rilascio dall’assurda “detenzione amministrativa” di 15 giorni in un carcere di Hatay, in Turchia – di Gabriele Del Grande.

Perfetto: siamo (sono – anche io nel mio piccolo, caro il mio anonimo “Wolfango”) felicissimi.

Ora ne mancano 130 perché in Turchia quella specie di “presidente democraticamente eletto”, riapra le carceri e ristabilisca la libertà di stampa.

Parola di parolaia, caro “Wolfango”.

Sveva Stallone

Ps: ho scoperto oggi di avere un odiatore personale. Non fa piacere, ma ogni tanto capita.

Pubblicato in: Giornalismo

Fermo senza ragione e vergognoso in Turchia: solidarietà a Gabriele Del Grande


Gabriele Del Grande, documentarista: dal 10 aprile fermato dalle autorità turche, senza accusa, in un “carcere amministrativo”. Fino a ora nessuna notizia se non sporadica sui contatti con la famiglia e sul perché del fermo, anche se c’è da sospettare che dietro i pasticci di Recep Tayyip Erdogan, un qualsiasi cittadino europeo che faccia ricerche seppure per fatti suoi in Turchia, non sia ben visto. Da qui il fermo.

Nel suo piccolo questo blog sta con Gabriele Del Grande. #iostocongabriele #freegabriele

Sveva Stallone