Pubblicato in: 24 febbraio 2016, Alfredo Stallone, amicizia, Correttezza, Donne, Giornalismo, Lutto, mamma, Media, Milano, Onestà, pane&Amore

Comune mortale


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Mamma

Duemilasedici, febbraio, 24. Mamma colpita da un ictus molto forte, muore: due giorni di sofferenza, un secondo di respiro e il nulla.

Ma è mamma, la mia. E come tutte le figlie che si rispettano vengo colta prima da un senso di stranezza, poi da una serie di domande che partono da: “E ora che faccio?” e – di conseguenza – da reazioni: il 25 mi rivolgo al Comune di Milano, che mi dicono sia meno caro rispetto alle Agenzie e che aiuta in questo momento con un ufficio apposito chi – come me – si trova senza poter assicurare un degno funerale alla sua genitrice.

Mi reco alla stanza 115, una gentile funzionaria mi riceve e dopo avermi detto che il Comune fa un funerale calmierato ai prezzi di mercato, spara la cifra: MILLEOTTOCENTO EURO. Cash, sull’unghia. Niente assegni o bonifici.

“Milleottocento – continua la funzionaria -. Ci sarebbe anche il funerale a carico del Comune, ma è più difficile da ottenere, possono passare molti giorni e non è detto che la pratica vada in porto”.

Panico… “Come? Ma io dove li trovo quei soldi?” Poi mi riprendo: “Va bene, cercherò di fare una colletta, chiederò agli amici… verrò domani con i soldi”.

Vedo la signora più sollevata: “Sa, non possiamo controllare se suo fratello (ho anche un fratello n.d.r.) è andato da qualche parte, dopo l’ultimo recapito di Bologna, che stato economico abbia… diversamente sarebbe affermare il falso”.

“Sì, capisco” – dico ancora, ma è evidente che sono sconvolta, mi chiedono un botto di soldi, non riesco a comprendere come per il Comune siano pochi.

“E io dove li trovo?” mi sento dire, uscendo… ho ancora negli occhi mamma, morta poche ore prima, ho visto il suo respiro ultimo… .

Esco dal Comune piangendo. È passato solo un giorno: ne passeranno altri 17 (DICIASSETTE) prima che mamma possa avere il suo funerale gratuito, a carico del Comune, con cremazione e affidamento a me delle sue ceneri.

In questi 17 giorni, son stata presentata da una signora di Adiconsum che mi ha riportata al Comune, dove la pratica è passata all’attenzione della Direttrice dei rapporti e dei servizi al cittadino, voltata a un solerte funzionario che per chiudere elegantemente mi ha detto:

“Se tale pratica non fosse stata segnalata dalla direttrice in questione lei non avrebbe avuto diritto al funerale gratuito per mamma”.

Mi sono sentita umiliata per non poter assicurare a mamma il suo funerale, umiliata dal comportamento sbrigativo dei funzionari, umiliata dall’ultimo errore del Comune che ha sbagliato a inviare la bara il giorno stesso del funerale… (quella giusta è arrivata mezz’ora dopo).

Fino al ritiro delle ceneri quando l’ennesimo funzionario comunale, dinnanzi a me chiama il collega per chiedergli: “Ma quelli gratuiti del Comune non pagano nemmeno l’affido?” “No” devono avergli risposto dall’altra parte. Ci è rimasto male, voleva probabilmente vedere se il mio dolore si ritirava dinnanzi ai 27,64 euro da pagare per l’affido delle ceneri di mamma.

Ora è finita, ma mi chiedo se non avessi avuto una responsabile Adiconsum e un collega giornalista alle costole pronto sul pezzo, cosa avrei potuto fare da semplice cittadina. Forse sarei andata avanti e indietro producendo documenti, fotocopie, dichiarazioni per mesi e mesi, forse mi sarei persa nei meandri del Comune di Milano, forse avrei firmato “per il disinteresse”, obbligando così il Comune stesso a prendersi carico di mamma…

Comunque è finita e ora posso davvero piangerti.

(Ciao, mamma)

Sveva

Ps: grazie a Fabrizio, Fabia, Daniela.

Dopo averci lavorato un pomeriggio, eccovi IL BLOG DEL MATRIMONIO! (Quasi eh… )


Poche righe per rimandare subito a un link che spiegherà quasi tutto sul prossimo evento di portata galattica!

Il Blog di Sveva e Albino

 

Sveva (e l’astrofidanzato)

Il mio Purple Day Every Day


Il mio Purple Day Every Day è stato oggi. Un’intera giornata di crisi da quando mi sono svegliata a ora, appena coricata a letto.

Certo, gli eventi dell’ultimo periodo non mi hanno facilitato, ma ogni tanto sarebbe bello avere un controllo neurologico, meno ore di lavoro (sono invalida al 100% con inabilità lavorativa, ma fallo capire all’INPS che è una REALE INVALIDITÀ, anche se NON SI VEDE. L’INPS vuole vedere l’epilessia farmaco resistente… ) e un maggior numero di ore di sonno.

Così se sono state meno di un centinaio di *frullatine* oggi mi devo proprio segnare col gomito. Avevo persino paura di cadere.

Come una mia giovane amica, oltre a indossare il braccialetto salvavita, ho scritto sul cellulare un memotac – sempre visibile – proprio per questi momenti. Lo riporto, dovesse essere di aiuto a qualcun’altro che soffre di epilessia.

Testo da copiare

Ciao, mi chiamo XXX e sono EPILETTICA/ O.
In questo momento non posso parlare e anche se ti sento, non riesco a interagire con te.

La crisi dura circa 40/50″ (secondi) poi si risolve da sola: nel frattempo non tentare di trattenermi, strattonarmi e non alzare la voce per avere più attenzione: questo mi spaventerebbe e mi farebbe avere ancora più crisi.

Ti sento benissimo, ma ricordati che non posso fare nulla, nemmeno muovermi.
Probabilmente sono bloccata/o e ho lo sguardo fisso.

Se ti sembra ch’io ci metta troppo tempo per riprendermi, leggi le istruzioni sul braccialetto che porto a sx e chiama il 118.

Tienimi lontana/ o da situazioni di pericolo e quando mi riprendo assicurarmi con voce calma.

Ecco, tutto finito. Questa è una delle mie due epilessie. L’altra mi butta a terra, ma sempre rimanendo cosciente. Se si verifica, fai le stesse cose e ricordati che probabilmente sei più spaventato di me.

Grazie per avermi aiutata/ o.

—-

 Mi chiamo Sveva, Stallone Sveva.

Per l’INPS, nel caso lo avesse dimenticato…