Pubblicato in: Giornalismo

Cari Vegeta-cosici, giuro che vi voglio bene. Però.


Davvero, vi lovvo dabbestia, ne ho a casa diversi di Vegeta, nuove generazioni. Cosici – poi – tanti a non finire.

Ma a volte (a volte eh?), a volte dico… siete l’improbabile pesantezza del vento, l’impossibile indigestione della lattuga, l’indomabile indigeribilità del seme di iuta.

Come sia non si sa, gli scribi sino a oggi si interrogano sull’immane *rottura di cahotes* degli inseguitori dei semi di lattuga, ma fatto sta che i Vegeta tra noi hanno la pericolosità delle carote (esseri alieni provenienti dal profondo spazio).

Iniziano a dirti che fare, come farlo, passano per consigli della leggerezza del carbone, dell’austera struttura dell’aria, della leggera leggerezza della molecola del verde baccello di pisellino primavera. Per arrivare alla immane pericolosità della carne!

Io che NON appartengo alla nobile stirpe dei Verdi Vegeta, capisco bene che una “mangiacarne-stritolabudella” non è particolarmente vista di buon occhio, ma cercate di capire… Siamo in tanti su questa terra e prima eravamo cacciatori e seminatori. Io – con tutta probabilità – cacciavo le antenate delle mucche partendo dalla coda. Ossia: le mangiavo crude.

Questo post è fatto per riderci un po’ su. Non c’è periodo come questo, in cui non posso nutrirmi di animali crudi, in cui mangerei volentieri carne (con contorno di insalata, però, perché una bella T-Bone con l’insalata ci sta sempre bene. Altro che patate rosse con panna acida ed erba cipollina!)

sV3vA

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SVEVA è arrivata anche qui... c'era da immaginarselo. Intanto, la frase che meglio la descrive è: "Quando faccio la brava sono molto brava, quando faccio la cattiva sono meglio". (Mae West)