Il 25 giugno è implacabile: arriva ogni anno


Mi trovo a dover fare i conti ogni sacrosanto 25 giugno con l’unica immagine che ho in mente di mio padre. E le uniche cose che so.

Ogni anno, da diverso tempo ormai, alzo una pinta di birra con qualche amico oppure da sola, in memoria di quel volto stampato nella testa.

Qualcuno potrà dire che questa è l’ennesima lamentela, che dopo tanto tempo non si può avere un ricordo così forte, che è ora di basta e blablabla. Chissene.

Mio padre è stata la persona che più di altri – scomparendo per via della lotta politica di quegli anni, quando ero piccola – ha lasciato un vuoto così enorme che è stato difficile colmare.

Crescere senza di lui e formare il mio carattere con tale determinazione per aiutarmi poi a iniziare a lavorare prestissimo, non è stata la cosa più semplice del mondo.

Ma – come mi è stato detto di recente – ho avuto una vita fortunata rispetto a molte altre (piccoli Lapalisse crescono).

Per finire: stasera alzerò il pugno al cielo, berrò una birra e penserò intensamente di averti al mio fianco: dovrai ancora vederne di fallimenti e conquiste della piccola Pallina prima di lasciarla andare.

Hasta la Victoria Siempre!

Sveva