Tranquilli inglesi, c’è di peggio oltre la Brexit


Ci sono cose peggiori oltre la Brexit, cari inglesi, ma ognuno di noi non riesce a vedere le cose oltre il proprio orticello. Così, soffermandomi sulla Rubrica “The World in pictures” corredato di una foto dell’Associated Press, mi sono chiesta come ognuno nel proprio piccolo s’inca@@@i, come le formiche di “ginomicheliana” memoria (oddio, per favore! chiedo scusa a Gino&Michele).

Di recente mi sono sentita dire che mi lamento (l’arrabbiatura, se pensi di essere ZEN, può essere vista come una lamentela), ma è legato al fatto che molte cose non mi stanno bene e lo dico, perché le storture destano in me sdegno, arrabbiatura, grinta, voglia di reagire.

Da Facebook avevo bandito i commenti politici e mi sono auto censurata per ciò che riguarda il vivere civile a Milano, mi sono auto censurata per una serie di brutture lavorative (che sfoceranno nel libro), ma di più – dinnanzi alla morte di mia madre e di mia sorella – ho scoperto di non poter fare.

Lì NON mi sono censurata e forse avrei dovuto farlo. Nel parlo qui, nel mio weblog, perché magari tutti aspettano un pezzullo sui rifugiati respinti, sui bimbi morti in mare (ricorda qualcosa il piccolo Aylan dinnanzi cui il mondo si piegò e disse “mai più”?), sulla vomitevole politica italiana, sulle magliette rosse che eppur bisogna andar, sui piccoli sepolti nella grotta di Tham Luang Nan (proprio in questo momento sono otto i ragazzi estratti vivi, domani si attende il salvataggio degli ultimi 4 e dell’allenatore), mentre io scrivo di piccole cose private e strazianti.

Scrivo anche di cose belle però: ho ripreso col basso (scoprendo che non si hanno mai abbastanza polpastrelli per suonarne uno), ho ripreso a scrivere, con un ufficio pur se in condivisione le cose da fare sono molte.

Ce la farò perché sono dannatamente testarda, dannatamente robotica, dannatamente SVEVA.

Ce la farò, perché se fossi stata a Milano, a quest’ora avrei avuto almeno un colloquio con Il Fatto. Ma – il fatto è che occorreva vivere lì per lavorare lì. Mi avrebbero presa subito. Chiudo: tra poco qui ci saranno aggiornamenti tecnici da radioamatori e magari interesseranno a pochi.

(Per le cose più belle, come il matrimonio con Albino, il miglior astronomo del mondo, il blog da seguire è ancora questo.  E sì, se me lo chiedete, per quello sono ancora felice).

Fate sempre i bambini e le bambine kattive
da qualche parte porta sempre, come il vento
(a Chatillon il vento si alza spesso)

sV3vA

 

 

 

 

 

 

Sulla rampa di lancio i corsi della 15a Scuola Estiva di Astronomia – Saint Barthélemy, Valle d’Aosta.


La locandina dell’evento

di Albino Carbognani – Bolidi, meteore e stazioni spaziali: quando il cielo ci cade sulla testa.

Mancano solo 6 giorni all’inizio della 15a Scuola Estiva di Astronomia di Saint-Barthélemy in Valle d’Aosta e sto preparando i talk per i corsisti.

Quest’anno le mie lezioni spaziano dalla fisica dei bolidi nell’ambito del progetto PRISMA, alle tecniche di riprese in alta risoluzione dei pianeti del Sistema Solare, Giove, Saturno e Marte.

Insegnerò anche come si possano osservare le meteore a occhio nudo o come costruire una stazione video per la ripresa di meteore e bolidi.

Una buona occasione per approfondire lo studio dell’astronomia, per astrofili, insegnanti o semplici appassionati.

C’è ancora tempo per iscriversi, tutte le informazioni e il programma dettagliato si trovano a questo indirizzo:

http://www.oavda.it/primo-piano/scuola_estiva_2018/

Condividete e fate circolare, grazie!

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(Mh, chissà mai perché questo comunicato si trova sul mio blog… 😎)

Sveva