Pubblicato in: Alfredo Stallone, Centrosinistra, Correttezza, Donne, Epilessia, facebook, Giornalismo, giornalismo, Grillo, le scie chimiche sono una ca...ta, Libertà di espressione, Media, Milano, Movimento 5 Stelle, Nuovo Ordine Mondiale (NWO), NWO, Onestà, Politica, scie chimiche, scienza, Sindacati, Sindacato, Sinistra, Valle d'Aosta

Giornalisti: il Movimento5Stelle offende pu**ne, pennivendoli e sciacalli. E pure noi giornalisti.


img_-2vya57664890268.jpgÈ chiaro che stare in Sudamerica, dove non è semplice vedere né la democrazia, né il giornalismo andare gioiosamente incontro alla macchina della società può offuscare la vista. Così per  Alessandro Di Battista, uno dei tanti leader del Movimento Cinquestelle che invece di gioire per l’assoluzione di Virginia Raggi, sindaca di Roma, perché il fatto non sussiste dà a tutti gli iscritti alla categoria e soprattutto a quelli che hanno seguito il caso, una serie di epiteti indicibili: pu**ne, pennivendoli (dell’informazione, si sa), sciacalli. Al link trovate la descrizione di ciò che ha “scatenato l’inferno” della mobilitazione dei giornalisti in Italia oggi, contro alcuni “big”del Movimento che ogni tanto cadono con degli scivoloni di stile pazzeschi (e ho usato un sottile eufemismo).

Premetto che prima di scrivere questo post ho letto le posizioni, mi sono ricordata del lieve attacco della ragazza grillina sul mio profilo FacciaLibro (nonostante fosse aperto solo agli amici, era entrata in qualità “amica di”), ho letto del  collega che ha trovato solo politici grillini onesti  e sinceramente riflettuto molto sul da farsi.

Subito dopo pranzo le dita mi sono “scappate” su un tweet  innocente, nulla di che…, ma di certo non potevo fermarmi lì. Sento che – nel mio molto piccolo (MOOOLTO PICCOLO), qualcosa devo dirla. Qualcosa sulla difesa al diritto dell’informazione, che ci sta anche quando si parla di te, di me, di chiunque. Non solo quando si parla di altri.

Non siamo ai tempi del MINCULPOP (Ministero per la Cultura Popolare. Nel link un po’ di storia), per cui si deve accettare una sola veduta, leggere la Storia con un solo paio di occhiali, dettata da un solo uomo che ha in tasca la Verità Assoluta e Suprema, cari signori Di Battista e Luigi Di Maio (anzi, collega Di Maio).

Siamo ancora in un’Italia democratica, sebbene questo termine faccia spavento a chi non sa governare e cerchi di “costringere” sempre di più ambiti che non comprende (il giornalismo, ma prima ancora la scienza perché – come affermava qualche giorno fa il ministro per il Sud (?) Barbara Lezzi, “bisogna dare spazio a tutte le posizioni nella scienza, facendo un’informazione a 370°” e sì, avete capito bene).

Così, spiegare il giornalismo a “lor signori” non è facile, ma ci proverò spiegando i suoi lavoratori. Aprite bene le orecchie, ministri e grillini a prescindere: i giornalisti sono persone che cercano di leggere i fatti che gli si presentano dinnanzi, con occhi diversi dai vostri, leggerli in modo critico, mettendo insieme fatti, cifre, ragionamenti (i vostri comunicati) ascoltando le diverse fonti, parlando con colleghi e scrivendo pezzi o mettendo insieme servizi radio tv o su Internet.

È un lavoro sporco, ma qualcuno dovrà pur farlo, anche gratuitamente scrivendo un post, magari per quella sensazione di “rabbia contenuta”, quell’urlo che vorresti tirare fuori e che non puoi. Certo, fino a che esisteranno persone che avranno un felice pensiero diverso, saremo in democrazia e questo è di per sé molto confortante. Il domani ce lo saprà descrivere solo un altro incidente diplomatico, un’altra frase fuori dal contesto, un altro “non sono stato compreso”, “non ho mai pronunciato quelle parole” o peggio l’ennesima denuncia per diffamazione.

Ora si è fatto tardi, vado a sbarrare la porta.

Sveva Stallone

Giornalista, pennivendola, sciacalla, pu**na quando serve.

Ah, Ki mi PAKA?

Autore:

SVEVA è arrivata anche qui... c'era da immaginarselo. Intanto, la frase che meglio la descrive è: "Quando faccio la brava sono molto brava, quando faccio la cattiva sono meglio". (Mae West)