Perché oggi sono otto mesi di matrimonio e ieri era NatAlien…


Sono pochi i momenti in cui potrete permettervi di fare cose come questa, ma l’aperitivo al Savini a Milano — prima del pranzo del 25 dicembre in famiglia — è uno di quelli da concedersi almeno una volta nella vita.

Da spuntare nella lista con su scritto: APERITIVO AL SAVINI PER X MESI MATRIMONIO, FATTO [✓].

Poi: 4 stelline perché non ci hanno acceso subito la candelina al tavolo e augurato Buon Natale come a tutti (ma forse non eravamo vestiti “da Savini” o come si dice oggi non avevamo “l’outfit giusto”). Un chissene però è d’obbligo perché l’aperitivo era “da Savini” e il posto stupendo.

Un marito nuovo nuovo col quale condividere emozioni merita questo e altro…

Sto pensando: forse sto post andava sull’altro blog, che ne dite?

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I 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani


Eleanor Roosevelt con la prima copia della Dichiarazione universale dei diritti umani

La Dichiarazione universale dei diritti umani compie 70 anni oggi.

“E chissenefrega” direte voi. Infatti, è proprio così: un chi se ne frega dopo l’altro, siamo tornati indietro ai tempi del razzismo dove non tutti gli uomini (e le donne) nascevano uguali con gli stessi diritti, per lo studio, lo sviluppo nella società, le cure e ancora la diversità di genere (questo è un punto in Italia di fatto irraggiungibile).

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»

(Il primo articolo della Dichiarazione)

A parole l’essere umano è bravissimo: fa dichiarazioni da brivido, dopo le guerre, le stragi, le disgrazie più o meno naturali.

A parole.

L’applicazione delle stesse poi non trova mai terreno fertile. Riusciamo a dire cose bellissime e nello stesso tempo a non farle, perché sono talmente belle da risultare utopiche.

Viviamo nel mondo di pongo della fantasia: qualcuno ci ha provato anche con la “non politica”, quella cosa che doveva portare case di vetro laddove c’erano la gestione della cosa pubblica, aprire la politica al popolo, togliere i soldi e le ruberie ai potenti e riguadagnare terreno alla giusta politica che avrebbe dovuto fare funzionare le città.

Di solito queste dichiarazioni non oltrepassano la soglia delle parole, ma qui c’è stato il tentativo. Poi, come in tutte le cose umane, l’accomodamento delle terga sulla pelle delle poltrone del potere fa cambiare idea.

È successo lo stesso alla Dichiarazione universale dei diritti umani di 70 anni fa.

Che — per l’appunto — è rimasta solo una dichiarazione: essendo nei sogni degli uomini, si insegna ai bimbi quando son piccoli come una favola. Poi appena cresciuti, gliela si fa disimparare: vuoi mai che crescano adulti con alto senso dell’impegno sociale che pensino che sia una cosa davvero applicabile.

Se siamo arrivati a rendere le ONG fuori legge, i salvataggi in mare fuori legge, se siamo arrivati a fare morire le persone girandoci dall’altra parte solo perché siamo nati da questa parte del mondo, se siamo arrivati a pensare che ci sia una parte giusta e una parte sbagliata del mondo, una religione giusta, una sbagliata, se ci siamo scandalizzati ogni volta per il corpo di un bimbo morto tirato a riva dal mare e abbiamo gridato “mai più” e ogni volta era la stessa cosa… Significa che la Dichiarazione universale dei diritti umani a noi fa proprio ridere dato che la calpestiamo ogni giorno.

Non prendiamoci in giro, la conclusione logica è che la Dichiarazione universale dei diritti umani a 70 anni è vecchia: possiamo disfarcene, cancellarla.

Tanto ormai non ha nessuna applicazione utile.

Sveva Stallone