Pubblicato in: Giornalismo

Comune mortale


Sono passati tre anni, ma quello che è successo rinnova ogni volta il dolore: sempre più profondamente. Non scuserò mai il Comune di Milano per come ha trattato la mia mamma fino all’ultimo momento. Sarò sempre debitrice a chi mi è stato vicino (all’epoca il mio fidanzato scese da Bormio, dove teneva una conferenza, per starmi vicino fino all’ultimo, perché non ragionavo più). Continuerò a ripubblicare questo post finché la mia indignazione si sarà spenta. Ciao, mamma.

- IL C O R R I E R E della S V E V A -- Un altro punto di vista

image Mamma

Duemilasedici, febbraio, 24. Mamma colpita da un ictus molto forte, muore: due giorni di sofferenza, un secondo di respiro e il nulla.

Ma è mamma, la mia. E come tutte le figlie che si rispettano vengo colta prima da un senso di stranezza, poi da una serie di domande che partono da: “E ora che faccio?” e – di conseguenza – da reazioni: il 25 mi rivolgo al Comune di Milano, che mi dicono sia meno caro rispetto alle Agenzie e che aiuta in questo momento con un ufficio apposito chi – come me – si trova senza poter assicurare un degno funerale alla sua genitrice.

Mi reco alla stanza 115, una gentile funzionaria mi riceve e dopo avermi detto che il Comune fa un funerale calmierato ai prezzi di mercato, spara la cifra: MILLEOTTOCENTO EURO. Cash, sull’unghia. Niente assegni o bonifici.

“Milleottocento – continua la funzionaria -. Ci…

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SVEVA è arrivata anche qui... c'era da immaginarselo. Intanto, la frase che meglio la descrive è: "Quando faccio la brava sono molto brava, quando faccio la cattiva sono meglio". (Mae West)