Cose belle a -28 giorni dal trasloco


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Foto di picjumbo.com da Pexels

Ci sono eventi che andrebbero festeggiati come una festa di Natalien a qualche settimana dal trasloco: un amico che non senti da tempo e che risponde a una tua e-mail, il ritrovamento di un orecchino da poco perso per strada (la coppia era la prima scelta per il dressing del matrimonio), l’iscrizione di un nuovo blogger al tuo blog (benvenuto, nuovo amico!).

Ecco, solo queste tre cose accadute in giornata (prese assolutamente in ordine sparso), mi fanno vedere il sole anche in una giornata a 5 gradi, grigia e ventosa come solo a Châtillon. Mi piace trovare il bello quando fuori piove metaforicamente e ti senti come lo straccetto della cucina, seppure sei riuscita a cucinare degli ottimi muffin alla birra (ecco un’altra cosa bella!).

Insomma, a ben vedere c’è sempre qualcosa di bello in giornate in cui vostro marito è lontano per lavoro, la vostra casa (nuova) non ancora pronta, in corridoio iniziate ad avere scatoloni e vestite con la giacca a vento anche dentro la stanza più calda del vostro appartamento.

Un abbrax, a chi leggerà (scalda, fa chic e non impegna).

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Novembre, mese della consapevolezza dell’epilessia in Usa


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Photo by Anni Roenkae from Pexels

Novembre è iniziato da pochi giorni e da qualche parte nel mondo è sempre un Mese dedicato all’Epilessia. Voglio riportare le news del sito EPILEPSY FOUNDATION (di cui utilizzo l’app sullo smartphone per tenere conto delle crisi e delle medicine, in attesa che esca un’app dedicata – magari in italiano – che sia completa allo stesso modo) che spiega come si svolge, cos’è e quali sono i risultati del National Epilepsy Awareness Month.

 

Anche in Italia abbiamo due grandi organizzazioni (AICE e LICE) che si occupano di fare informazione corretta al pubblico e sensibilizzarlo (ricordiamo che esistono circa 40 forme differenti di questa patologia). Educare persone che non soffrono di epilessia a comprendere cos’è e non spaventarsi di fronte a un attacco – o  comportarsi in modo corretto mentre qualcuno sta male, è un duro lavoro.

Alcune linee guida sono comunque standard per tutti i tipi di crisi. Ecco le raccomandazioni dell’AICE (Opuscolo Epilessia e Donne, pagina 6):

Anche durante le crisi più evidenti, la persona che le vive non sente dolore. Le cose da fare sono semplici, sia per le donne sia per gli uomini, e sono anche simili per tutti i tipi di crisi:

  • mantenere la calma e lasciare che la crisi evolva;

  • preservare la persona, durante la crisi, da possibili pericoli o traumi;

  • agevolare la ripresa di contatto con l’ambiente e, se il caso, favorire l’igiene personale, aiutare a recuperare la propria autonomia e fornire l’informazione su come si sia manifestata la crisi;

  • chiamare il 118 se la crisi si prolunga oltre i tre minuti, o qualora comparissero più crisi successive.

Porre domande quando la persona ha perso il contatto con l’ambiente o lo sta recuperando, è inutile e può creare ulteriore confusione”.

Lo so, questo  è un punto che molti amici cercano sempre di bypassare perché dopo aver visto qualcuno stare male è naturale sincerarsi di sapere come sta, ma – parola mia – appena si esce da una crisi non si capisce un emerito accipicchia. E qualsiasi parola venga dall’esterno giunge alle nostre orecchie come un confuso chiacchiericcio dettato dalla regina dei Borg (Star Trek Voyager), quando voleva convincere Sette di Nove a tornare nella collettività.

Tutto qui cari svevanettiani: ogni tanto mi preme ricordarvi di cose serie. Magari prima che inizi a nevicare, il che è previsto per domani qui a Châtillon. Perché – giustamente – ormai la mattina ci son sei gradi e quanto vuoi ci metta a fare due fiocchi? In montagna? Ricordatevi che lovvovi, anche se non vi sento mai. So che qualcuno legge e ne ho piacere, soprattutto in queste serate di tristettitudine a palate (più palate che tristettitudine).

sV3vA