Cose belle a due mesi e un giorno dalla residenza loianese


cropped-wp-1465400386390-1.jpgL’avevo detto io che ero pronta a mangiarmi il cappello in puro stile Rockerduck  – acerrimo nemico di Paperon de’ Paperoni – se accadevano cose molto belle in quel di Loiano. Naturalmente, terminata casa (perché oh – ragassi… – la cucina ora funziona! siam mica qui a pettinare bambole! (cit.)), ho iniziato a muovermi per fare qualcosa per il mio nuovo paese e probabilmente verso la primavera verranno fuori cose egregie, di cui naturalmente vi darò conto man mano ci saranno novità.

La primavera è – di fatto – un periodo di rinnovamento e quale stagione migliore per proporsi e rinfrescare la propria attività neuronale, dando anche un buon contributo alla collettività?

Sono al tempo stesso felice e ottimista, anche se questo mood non è certamente una cosa così estranea al mio carattere. Il “blue” ci sta, ma la primavera e il suo rinnovamento porteranno tanti sorrisi e voglia di fare.

Orsù, rimbocchiamoci le maniche, che è ora di agire!

sV3vA

 

Non solo San Valentino, protettore degli epilettici


Valentino, santo 2

Ragassuoli habemus un protettore anche  noi epilettici e l’ho scoperto da poco grazie alla mia amica Cristina. Si tratta di San Valentino di Terni, proprio il vescovo legato alla festa degli innamorati.

Ho cercato quindi il legame tra il protettore e gli epilettici, che pare si debba a una leggenda di origine medievale tedesca: Valentin si legge Falentin con la F da qui sarebbe stato  trasformato in “FALLEN” ossia “CADERE”.

Sul sito di Vvox.it scopriamo poi che: “In passato ebbe origine una festa che si teneva il 14 febbraio dove veniva impartita al Santuario delle “Sette Chiese” di Monselice (Padova) la “benedizione di San Valentino” che avrebbe dovuto proteggere i bambini dalla sindrome del “mal caduto” *(epilessia, nota anche come “male di San Valentino”).”

(*Mal  caduto più spesso lo troviamo scritto come mal caduco).

In una pagina di Wikipedia, però, in quanto a protettori degli epilettici ho trovato un accenno molto interessante:

La storia dell’epilessia risulta anche segnata dalle vite di molti Santi che soprattutto durante il Medioevo furono invocati come protettori degli epilettici. Ve ne sono stati più di una ventina, di cui la maggior parte fu decapitata. Tra tutti ricordiamo: San Giovanni Battista, San Vicinio, San Genesio, San Vito, San Donato e soprattutto  San Valentino, il quale viene ricordato per aver guarito Cheremone, figlio epilettico di Cratone, maestro di retorica a Roma. Dopo l’avvenuta guarigione tutta la famiglia del ragazzo si convertì al Cristianesimo. In seguito i pagani lo uccisero il 14 febbraio[16]

In conclusione una festa diversa oggi, con un cuore Purple da dividere in due. Perché it’s a Purple Day Every Day! E scusate lo spottone…

Sveva Stallone

Giornalista (con Epilessia)

Un tot di sofferenza, questo mese si fa sentire


Ciao svevanettiani. Il vento è violento oggi, sposta i tronchi degli alberi come fossero fuscelli e con tutta probabilità rimarrà di questa intensità fino a domani. Sono giorni che macino dentro emozioni intense, perché questo mese mi ha portato via due persone molto care. Nel 2016 (il 24 per la precisione) mamma e due anni fa – come oggi – mia sorella. Un altro pezzo di me. Diciamo un buon 50% anche se non si era gemelle.

Dopo aver provato il lutto da figlia, che mi ha fatto pensare non potesse esserci nulla di più violento, doloroso, bruciante, ho provato anche quello da sorella. Due intensità violente, due dolori differenti che lacerano nel tempo e che non c’è storia… non riesci – o non puoi – condividere con alcuno.

Perché forse ne vorresti parlare in famiglia, in quel pezzetto che ti rimane, ma fai fatica: perché quel piccolo pezzo che ti rimane sono i tuoi nipoti e li vorresti sempre tenere lontani dalla cosa che più dolorosamente hanno provato, la perdita della madre.

Così va a finire che da quando hai subìto la perdita ti sei sentita quasi spodestata dal poter “vivere serenamente il dolore”. Sono giorni strani, neri, di nuvole e perdite. Sono giorni ventosi e io vorrei avere ancora tutte e due al mio fianco. Se non altro per non sentirmi l’ultimo pezzo della famiglia  Stallone.

Il vento si poserà. Tornerà il sereno, lo so.

Sveva Stallone