Ricette de-materializzate e no: in due mesi, cosa è cambiato?


Una delle ex ricette de-materializzate, ora rossa (stampante in bianco e nero), con la bella scritta FAC-SIMILE: naturalmente non è valida in farmacia, ma ne avrei bisogno… Y-:

Arrivo a quasi meno due mesi dal termine della terapia con gli antiepilettici e non attendo la fine di tutte le medicine, le richiedo prima. Dopo aver atteso tutta la giornata di ieri, oggi finalmente avrei avuto le mie ricette.

Sono in poli terapia. Il sostituto del mio medico mi chiede scusa per il ritardo e poco dopo sul mio FSE trovo subito sei ricette de-materializzate e tre “FAC-SIMILE”. Sì, perché in tempi di covid-19 dove tutte le ricette dovevano essere disponibili subito sui relativi fascicoli e anche per chi i fascicoli non li aveva, rendendo più semplice la vita di chi deve curarsi per sempre (oppure cicce manitù!), esistono anche Regioni che pensano di rendere medicine FONDAMENTALI, “ricette rosse”: o trovi il medico che te le porta direttamente in farmacia o le vai a prendere in OSPEDALE (dovete capire la difficoltà di recarsi in un luogo simile, adesso).

Per fortuna qui abitiamo in un paesello piccolo dove il medico si rende disponibile a portare le ricette in farmacia, ma non dovrebbe essere così. È scandaloso: tutti coloro che sono in mono terapia con questa unica medicina, qui in Emilia Romagna, avranno rogne. Capite? Capite il problema di chi si cura solo con questa medicina? Pensate che due mesi fa fosse così? La risposta è no, naturalmente. Due mesi fa (e il mio FSE ne è una prova), la medicina in questione era erogata su una ricetta bianca come tutte le altre.

Ecco, mi premeva dirlo. Chissà quanti medicinali fondamentali che prima potevano essere stampati subito, ora avranno lo stesso destino. Chissà quali malattie ci andranno di mezzo, chissà quali fasce della popolazione… Mi chiedo in base a quali criteri vengono prese certe decisioni.

Poi smetto.

Sveva Stallone

Giornalista con epilessia e un sacco di domande

Giornalisti e app: Sutor, ne ultra crepidam!


wp-1466629848525.jpg

Diciamola tutta: questo post nasce sull’onda dell’emotività, scaturita dalla lettura del post scritto da un amico su Facebook.

Questo amico sa ciò che dice quando parla di ICT (Information and Communication Technology, privacy, app e quant’altro) e il suo appello “Giornalisti che scrivono di app”, mi ha fatto sia arrabbiare (perché sono una giornalista che nasce e si sviluppa nel mondo dell’informatica e di app ne sa giusto giusto qualcosina), sia riflettere. Perché il mio amico ha ragione da vendere: ci sono colleghi che devono NECESSARIAMENTE scrivere di ciò che non conoscono per via della famosa app IMMUNI, riempiendo pagine di giornale, magari leggendo i comunicati di cui capiscono il 40%, perché non hanno le necessarie conoscenze.

Qui – gli ormai famosi “giornalisti di serie b” (eravamo denominati così una volta, noi che non si scriveva per i quotidiani, ma solo per settimanali o mensili di informatica) dovrebbero essere rivalutati e assunti almeno come consulenti dai quotidiani.

Non succederà mai, dato che per primi gli editori  assumono pochi collaboratori esterni per evitare spese, ma dovrebbero cercare di capire – come si dice a Milano – “Ofelè fa el to mesté!” (“Pasticcere fai il tuo mestiere” si dice ancora adesso a chi s’improvvisa esperto e cerca di fare ciò che non è nelle sue corde). Facendo fare – invece – il mestiere di altri a chi non ne è capace, escono per forza pezzi che parlano di informatica e privacy in modo non accurato.

Qui noi ex “giornalisti di serie b” faremmo davvero comodo a volte. A volte, eh?

 

Sveva Stallone

 

 

Sono stanca. È ora di smetterla!


C_17_opuscoliPoster_443_1_alleg

Volete uscire? Fatelo, perdiana! Dopo, però, non venite a chiedere di essere curati, non pietite un posto in ospedale, non pregate falsamente coloro che altrettanto falsamente chiamate “i nostri angeli”. Quelli che si fanno il mazzo per salvare la gente str@@za come voi e ci rimettono pure la vita!

 

DAVVERO?

Volete uscire? Davvero non riuscite  a resistere alla corsetta del primo sole? Davvero dovete scendere e fare la spesa ottordici volte di seguito perché “vi manca lo zucchero o vi siete dimenticati il sale”? Davvero davvero state pensando di andare tutti come una gran massa di salmoni ad aprire le porte delle vostre seconde stron@@me case al mare o in montagna?

 

NON CANZONI E ARCOBALENI CI SALVERANNO

Poi urlate dai balconi, cantate le canzoni più popolari e fate disegnare ai bambini gli arcobaleni? Intanto siete usciti – emerite teste di @@@@☠️! Davvero mi state dicendo che NON AVETE CAPITO UN EMERITO BENE? Non saranno gli arcobaleni, né le canzoni, né il vostro falso modo di comportarvi a portarci fuori dal guano. Saranno le regole! Dobbiamo imparare a rispettare le regole: è vero che siamo un popolino che va dietro al primo p@rla che scrive stron@@te su Facebook, ma siamo anche dotati di ingegno. Quando vogliamo, sappiamo comportarci quasi come se degli altri davvero ci importasse qualcosa. Abbiamo un cuore grande, ma a volte il cervello non funziona (e non è il mio, stavolta!🤦): se è un’autorità a parlare allora bravi tutti a decretare che dietro sicuramente c’è qualcosa di losco.

 

SEGUIRE LE REGOLE PER NON AFFONDARE

Ragazzi non so se ve ne siete accorti, ma come cantava Dario Fo anni fa “Noi siamo tutti sulla stessa barca che affonda lentamente… “. Una cosa è certa però: soffro il mal di mare, preferisco seguire le regole. Fatelo anche voi, se non per voi stessi, per vostri figli. Loro non hanno colpa dei comportamenti che assumete e che li mettono a rischio. 

Sv.S.