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RETI E TLC/ 5G: cos’è, perché ne parlano tutti e nessuno potrà farne a meno


Due parole sulla pubblicazione di un post che ho scritto un paio di anni fa: mi è stato chiesto più volte dove fosse finito quello che avevo scritto sulla tecnologia 5G, per inviare il link ad amici e parenti. Lo pubblico per dare nuovamente la possibilità di metterlo sotto il naso a chi parla a vanvera di “tecnologie che bruciano il cervello” o “loro vi controllano col 5G che vi iniettano con l’antivirus mRNA” (RNA messaggero -; psicofandonie che sono sorte a ridosso della pandemia di Covid-19, ma ne faremo una bella chiacchierata più avanti). Godetevi la lettura!

La tecnologia 5G (per esteso 5G Generation Mobile Technology) non ha ancora visto completamente la luce nel nostro Paese e già conta un tot di comitati del NO, un tot di paeselli contro, un tot di persone più o meno disinformate contro. C’è da dire che per dare contro qualcosa che non conosciamo siamo piuttosto bravi: in Italia siamo un popolo di NIMBY (Not In My Back Yard – Non nel mio cortile), “fate pure innovazioni, ma per carità lasciate stare il mio orticello. Che me lo coltivo bio e va bene così”.

Per evitare di continuare a parlare a vanvera inizio a mostrarvi la situazione in Italia sul 5G, presa da Wikipedia. Al link seguente potete trovare la situazione mondiale della rete, da dove ho poi estratto quella italiana.

Anche qui, al sito nPerf troverete una mappa geografica ingrandibile dove si può vedere bene la situazione italiana (e quella mondiale).

Screenshot_2020-07-15 Availability of 5G by country - Wikipedia
Screenshot (Wikipedia) che mostra l’attuale situazione in Italia in merito alle strutture 5G

Tornando alla tecnologia, come le precedenti (qui il link), anche quella relativa al 5G ha avuto il suo sviluppo attraverso vision e roadmap studiati da tempo da comitati tecnici quali l’ITU (International Telecommunication Union, l’agenzia Onu che stabilisce le politiche internazionali sullo spettro radio) o l’Ieee (Institute of Electrical and Electronics Engineers) che certifica e implementa gli standard di telecomunicazioni, servizi e prodotti dedicati agli utenti.

A COSA SERVE IL 5G?

Tutto questo gran daffare, tutto questo sviluppo per cosa? Beh, innanzitutto la nostra telefonia si agevolerà delle reti di 5G, così come è stato per le reti precedenti e per questo non potremo farne a meno. Ci sono già smartphone adatti alla ricezione della nuova rete perché i costruttori di dispositivi si sono dati da fare: Huawei, Samsung, Oppo, Xiaomi per citare i primi. Solo questo, quindi? No, chiaro. Avrete già sentito parlare dell’IoT (Internet of Things – Internet delle Cose), ecco quindi che il 5G avvicinerà i mondi delle applicazioni al nostro Internet delle cose: già abbiamo in casa frigoriferi che ci fanno la lista della spesa, orologi che ci dicono quando è ora di alzarsi dalla sedia, smartphone che sono collegati con i dispositivi di casa, che a loro volta sono collegati con le luci, TV e via dicendo: anche le operazioni chirurgiche a distanza, le Smart City e il nuovo automotive passeranno per il 5G. Eccovi quindi l’IoT ed ecco perché ci vogliono reti più veloci (10 volte più delle attuali reti 4G) e perché occorrono le famose antenne che lavorano sulle onde  millimetriche (26 GHz). La definizione  di “onde millimetriche” non genera automaticamente mostri: si chiamano così perché funzionano su una banda con una lunghezza d’onda che va da 1 a 10 millimetri (EHF = Extremely High Frequency).

Quindi bisogna installare più antenne: onde elettromagnetiche di questa frequenza non riescono a penetrare attraverso palazzi, case, muri, superare ostacoli di qualsiasi genere. Inoltre, tali onde hanno brevi intervalli di propagazione e sono assorbite dal vapore acqueo e dall’ossigeno nell’atmosfera o dalle foglie ed ecco perché bisogna utilizzare le cosiddette “small cells”, aree di territorio coperte dal segnale a radiofrequenza che possono andare da una decina a qualche centinaio di metri: in confronto quelle di adesso sono celle molto ampie che possono estendersi per diversi chilometri, per cui per la copertura 4G ne bastano meno.

LATENZA

La latenza è forse il parametro più importante, fatti i dovuti calcoli – come si suol dire. Si tratta del tempo di attesa tra la trasmissione di un segnale e il tempo impiegato da uno o più pacchetti a raggiungere un altro dispositivo collegato in rete. In futuro si arriverà fino a 1 millisecondo (20 volte inferiore a quanto si è abituati con le attuali reti 4G).

Questo permetterà alle nuove reti di aumentare la velocità per ogni utente collegato in rete allo stesso momento con un maggior numero di dispositivi. Il traffico di dati mobili sta aumentando principalmente per lo streaming video e con un numero crescente di smartphone e un aumento del traffico dati, sia gli smartphone, sia le reti devono aumentare l’efficienza energetica. Come si può notare, stanno cambiando i paradigmi dell’utilizzo dell’informatica un’altra volta.

E ADESSO PARLIAMO DI SPETTRI

No, non di fantasmi: per farvi capire meglio dove si colloca lo spettro 5G all’interno di quello elettromagnetico, pubblico una immagine molto didattica. E siccome un’immagine vale mille parole, eccovi la spiegazione:

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Lo spettro Elettromagnetico. Credits: OFCOM

Come potete notare si tratta di radiazioni non ionizzanti, ossia non sono in grado di alterare la struttura dell’atomo. Al contrario, le radiazioni UV e gamma sono ionizzanti e, infatti, sono utilizzate per uccidere virus e batteri. La cosa interessante è che mentre con le frequenze delle precedenti reti – che vanno dal 2 al 4 G – si possono cuocere le bistecche come nel microonde, perché utilizzano circa le stesse frequenze, con il 5G questo non sarà più possibile, perché tali radiazioni non hanno la forza di spezzare legami chimici o penetrare nella pelle.

COSA HA FATTO IL MISE

Cosa ha determinato il Ministero per lo sviluppo economico per il 5G in Italia? Per sapere qual è stato il terreno sul quale si è mosso il MISE, rimandiamo alla pagina relativa al 5G, dove troverete tutte le spiegazioni dei cinque progetti attivati dal 2017 a Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera e un bel po’ di materiale da leggere se siete veramente interessati ad approfondire l’argomento. Nel nuovo Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze si legge inoltre  che “Per le bande di frequenza 694-790 MHz, 3,6-3,8 GHz e quella 26,5-27,5 GHz la legge di bilancio per il 2018 ha previsto che l’AGCOM definisse la procedura di assegnazione agli operatori di comunicazione a banda larga. Tale definizione è stata effettuata con la delibera 231/18/CONS. A seguito di tale delibera, il Ministero dello sviluppo economico ha avviato l’11 luglio 2018 (con relativo avviso pubblico e disciplinare di gara) la procedura di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica in larga
banda mobile terrestri bidirezionali nelle seguenti bande:
– banda 694-790 MHz;
– banda 3,6-3,8 GHz;
– banda 26.5-27.5 GHz.
Con l’asta sono stati messi a gara 1275 MHz di spettro nelle bande pioniere per il 5G attuando il 5G Action Plan europeo”.
Come dire di “ciccia” ce n’è. Allego anche  il decreto ministeriale del 26 marzo del 2019.

5G: COME FUNZIONERÀ IN ITALIA

Secondo l’ente normativo 3GPP, lo spettro delle radiofrequenze utilizzato dalle reti LTE varia da 700 MHz a 2,7 GHz. In Italia, gli operatori lavoreranno con il 5G a tre principali frequenze: 700 MHz, 3,7 GHz e 26 GHz. Le frequenze dei 700 MHz e dei 3,7 GHz sono già in uso per emissioni del digitale terrestre e reti LTE e quindi non è possibile ci si preoccupi adesso della nocività di queste antenne. La banda 700 MHz è il miglior compromesso per raggiungere un buon livello di trasferimento dati e bypassare le strutture cui accennavo prima, per raggiungere meglio i dispositivi degli utenti.

Le onde millimetriche (26 GHz) diversamente dalle onde a bassa frequenza (banda 700 MHz), hanno una portata inferiore e perciò permettono di sfruttare canali di comunicazioni molto più ampi rispetto alle frequenze minori. Infine, nel nostro Paese la banda intermedia è quella dei 3,7 GHz: su questa è stata eseguita la sperimentazione in 5 città Italiane di cui abbiamo già parlato; Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera.

QUALI I RISCHI DELLA TECNOLOGIA?

Come tutte le tecnologie nuove anche il 5G si porta dietro un po’ di perplessità su rischi dello sviluppo e utilizzo delle reti future. Forse, più delle altre: una serie di bufale ha iniziato a circolare in rete sui vari social network, FaceBook e WhatsApp tra i primi, perché meno se ne sa, più ci si riempie la bocca di assurdità senza senso.

Così, invece di capirne di più ora si cercano solo risposte da coloro che dicono “sì, il 5G espone a rischi”.

Se si vuole davvero conoscere qualcosa di più, ecco il collegamento alla pagina del WORLD HEALTH ORGANIZATION che risponde alle domande in modo chiaro ed esaustivo. Per i non anglofili ho tradotto la pagina in italiano.

Screenshot_2020-07-15 5G mobile networks and health
La pagina del World Health Organization

I dubbi più forti potrebbe muoverli la banda del 26 GHz: queste onde che sono più lunghe, vengono riflesse o assorbite superficialmente a livello della pelle, senza quindi penetrare all’interno del corpo. 

A voler essere pignoli, basterebbe non andare a farsi la lampada UV nel fine settimana o non prendere il sole per ore in spiaggia o ancora cercare di staccarsi dallo smartphone al quale si è collegati (molto da vicino) tutto il giorno: fanno peggio queste pratiche di tutte le antenne 5G che si possono (potranno) incontrare sulla strada. Di notte sarebbe meglio mettere in modalità aereo lo smartphone (e ve lo dice una che lo tiene acceso sempre), se proprio non vogliamo esagerare con le onde radio che ci attraversano il corpo.

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5G: TUTTE LE PAROLE CHE NON (VI) HO DETTO

CDF: CUMULATIVE DISTRIBUTION FUNCTION

eMBB: ENHANCED MOBILE BROADBAND

LMLC: LOW MOBILITY LARGE CELL

mMTC: MASSIVE MACHINE TYPE COMMUNICATION

PDU: PROTOCOL DATA UNIT

QoS: QUERY OF SERVICE

RIT: RADIO INTERFACE TECHNOLOGY

SDU: SERVICE DATA UNIT

SRIT: SET OF RADIO INTERFACE TECHNOLOGIES

TRxP: TRANSMISSION RECEPTION POINT

URLLC: ULTRA-RELIABLE AND LOW LATENCY COMMUNICATION

Sveva Stallone

Autore:

SVEVA è arrivata anche qui... c'era da immaginarselo. Intanto, la frase che meglio la descrive è: "Quando faccio la brava sono molto brava, quando faccio la cattiva sono meglio". (Mae West)