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Loiano – Madrid passando per il Marconi Express e l’aeroporto Guglielmo Marconi


Ed è subito premessa: il Marconi Express lo prendi se vuoi passare per una giornata martirizzante (siamo sotto Pasqua, magari c’è gente che vuole… ). Dall’aeroporto Marconi devi passarci per forza se abiti in queste lande e vuoi arrivare in qualsiasi tratta servita da qui. Btw, appena arrivati a Tres Cantos (vicina a Madrid) domenica sera, già stupivo la mia altra metà del cielo parlando quel poco che sapevo di spagnolo. Che bello quando lui ti guarda e ti dice “ecco perché ti ho sposata, tra le altre cose!”.

Stanchi del viaggio, – ma contenti dell’arrivo e dei successivi giorni rimanenti – pure se per mio marito sarebbero stati di convegno, passiamo la prima sera a mangiare costolette con una meravigliosa salsa barbecue (con cana media e patatine).

Tres Cantos è una sorta di Milano 2, più carina, con plessi tecnologici, un bel parco, tanti bar, ristoranti, posti dove poter mangiare e un bel Centro commerciale con molte tiendas, (dove ho preso uno dei tanti cafè con lèche fria).

Ci sono ancora molte cose da dire su Tres Cantos e siccome c’è stata una mezza giornata anche a Madrid, dovrò fare un secondo post all’uopo. Parlerò di due cose, in sostanza: il caffè – per me un elemento fondamentale dell’alimentazione, che per quattro giorni ho dovuto ridurre e una bellissima visita a un museo, ma non voglio anticipare troppo. Le foto ci sono e la voglia di raccontare anche.

Tra qualche giorno ci risentiamo, per ora godetevi questo piccolo post.

buona serata, viaggiatori! Sv. S.

Sono fuori dal tunnel (della ricerca della nuova terapia)


Bene, finalmente è arrivato il momento del fatidico annuncio. Era tanto che volevo dirvelo: praticamente tra trasloco in Emilia – Romagna, arrivo del Covid-19, ricerca di un nuovo medico, ricerca di una struttura per la cura delle Epilessie… Ci ho messo tre anni.

QUINDI? NO CITTÀ, NO CURE?

Certo, non sono andata a vivere in una grande città, certo… Mi è toccato un paesino di montagna, ma non pensavo che questo volesse dire essere praticamente ignorata dal sistema sanitario regionale.

Lo stesso sistema che qui viene tanto decantato, quello che la prima volta che incontri uno specialista, la prima domanda che ti senti fare è “Ma lei ha pagato? Non vedo la sua fattura” (mi spiace signor medico, io “fotografo” le parole).

È LA LOMBARDIA IL VERO FARO DELLA SANITÀ ITALIANA

In Lombardia, la prima volta che incontravi uno specialista, questo ti chiedeva come stavi e come mai eri capitata in quella struttura. La Lombardia è il vero faro della sanità italiana, non l’Emilia – Romagna. Qui molte persone – politici in primis – si riempiono la bocca di belle parole, ma ai fatti quando sei sul territorio e quel territorio non sono le città, la musica è completamente diversa.

Vediamo solo come ogni volta in questo piccolo paese devo procurarmi la terapia: una storia con un finale diverso, cada veces. E mi tremano i polsi ora che dovrò comunicare loro l’inserimento di una nuova medicina.

Domani inizierò a prendere la medicina, che farà parte della nuova terapia, sperando naturalmente che vada tutto per il meglio. Per i prossimi due anni.

Sveva Stallone,

giornalista con epilessia

2022, c’è nebbia là fuori (e nella testa della gente)


Un vaccino contro il Sars-CoV-2

Cari svevanettiani, visto che sono riuscita a saltare a piè pari i saluti dell’ultimo dell’anno, prendo un attimo di pausa per aprire il 2022 a cinque giorni dal suo inizio.

A proposito di vaccinazioni, qualche aggiornamento: ho fatto il #terzo #vaccino ormai otto giorni fa: #Moderna, dose #intera. Ho mal di testa un po’ più leggeri adesso, ma ci sono da una settimana e hanno un andamento altalenante, mettiamoci anche una leggera stanchezza e siamo a posto. Direi che – in ogni caso – ho sofferto molto di più con la prima #mezza dose #Pfizer.

Sono contenta di essermi vaccinata e non perdo l’occasione di dire a ogni persona che se vuole proteggersi un po’ di più e proteggere gli altri, deve vaccinarsi. Si è parlato di #novax così spesso, che ora pare che esistano solo loro.

Troppa voce agli esaltati

Non è vero: abbiamo dato troppa voce anche a branchi di esaltati e deliranti e non abbiamo aiutato chi aveva dubbi: a loro avremmo dovuto rispondere per tranquillizzarli e dargli maggior fiducia nella scienza e nel sistema delle vaccinazioni.

Esaltati e deliranti che trovano maggiori seguaci su social come Twitter, dove leggo dei post che definire paranoici è solo usare un sottile eufemismo. Come quello della tizia che incolpa i giornalisti perché un comune del piacentino ha messo fuori un’ordinanza in tono chiaramente provocatorio, chiedendo alla popolazione di non ammalarsi perché non hanno più il medico (notizia ANSA, lo trovate nella lista dei miei Cinguettii a destra). Per non parlare delle 120 persone che si sono messe in coda per fare il vaccino a Gemona, per poi rifiutarlo. (Naturalmente hanno rallentato il servizio per tutti gli altri). Altro post beccato su Twitter.

Resistere, resistere, resistere

Mi era capitato di andare via da quella piattaforma social qualche anno fa, perché devo dire che l’aumento di brasati, gente sempre più violenta a parole, che cerca di scrivere pensieri sconnessi con la realtà in modo così disordinato (vi assicuro, un delirio), fa scappare la voglia di “rimanere aggiornati” anche ai più duri e puri dell’informazione.

Sto cercando di resistere, però, perché – in ogni caso – ci sono anche buoni media e ottimi colleghi da tutto il mondo da seguire e che nonostante la violenza di questi tempi, riescono a fare un lavoro eccelso.

Sveva Stallone