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Un viaggio, non importa dove


Ci stiamo recando a Bologna, mio marito e io. Cammineremo un po’ nella città rossa di tetti, sotto portici bellissimi, dopo aver preso il treno.

Un treno Tper

Torneremo col treno. Mascherina, distanziamento, Greenpass rafforzato, tutto in regola.

Sarà una giornata diversa dalle altre. Amo Bologna, che come Milano è una grande città. E si fa desiderare.

sV3vA

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Good news? Giudicate voi


Desidero iniziare con una buona notizia: il 27 di questo mese finalmente sarà il mio turno per la prima dose del vaccino. Ho avuto delle belle occasioni le settimane scorse, che mi hanno fatto ben sognare e sperare professionalmente: ma sono personcina facilmente influenzabile e mi basta un cenno per farmi un intero film con l’happy handing.

Nel mentre sto aiutando mio marito in un lavoro (suo), che mi fa sentire quel tantinello utile a un pezzetto di mondo. Sul fronte della salute non vedo l’ora di poter di nuovo fare un viaggio in Lombardia per i controlli che salto da un paio di anni: tra EEG e dosaggi devo rimettermi in pari e sarà meglio uscire da questa situazia “prima di ieri”, come si suol dire.

Dirvi come mi sento non saprei: per mia fortuna non sono incline alla depressione, altrimenti sarei nel buio più totale tra un lavoro che inseguo e un’immobilità professionale che diventa pesante ogni anno di più.

Diversi pensieri felici, però, occupano l’altra parte del mio emisfero cerebrale. Il primo è mio marito, gli altri sono divisi tra famiglia, amici, radiofonia, musica, libri, giornalismo (no, questo è più un pensiero fisso ormai)…

Due cose: vogliatevi bene. E fatevi vaccinare!

Sveva

Credits immagine: Sanitario foto creata da freepik – it.freepik.com

Buon 2020, con un po’ di ritardo e una casa da finire


Salve, svevanettiani e affini. Sono in ritardo con gli auguri di quest’anno, perché in qualche settimana abbiamo fatto trasloco da Châtillon a Loiano – come previsto, abbiamo gettato basi per collaborazioni sul nuovo territorio scoprendo che le persone positive c’erano e bisognava solo stimolare un po’ la loro fuoriuscita (la mia proverbiale polvere di stelle alla Trilly ha fatto il suo dovere, vado in giro con i cuoricini negli occhi, pronta a smentire ogni parola del post precedente. Evviva la positività e l’ottimismo!) e forse due o tre degli sfortunati haters incontrati ahimè anche a Loiano, hanno scoperto di avere vita “difficilerrima”.

Dunque o prodi scaricatori di scatole, avviluppatori di chilometri di nastro adesivo, imballatori di ogni ammennicolo, alla fine siamo arrivati e tra sei giorni conteremo ben un mese alla nostra definitiva discesa in queste lande.

Cosa mi ha colpito nello specifico? Fatemi pensare: fa freddo, ma vedo sempre la luce e il sole da mane a sera, si beve un buon caffè, gli affettati sono buoni, la carne pure (come in Valle, devo dire. E lì le mucche erano davvero felici poiché pascolavano appena il tempo era bello e nessuno si sognava di rinchiuderle da qualche parte – se non quando il tempo era brutto, solo per ricovero).

Si respira aria di “maretta politico – azzuffa popolosa”, quindi immaginatevi l’Emilia Romagna tutta, pure in questi luoghi, piena di persone che fanno capannello per discutere del più e del meno salviniano o piddino (sempre se la “sinistra” continuerà a chiamarsi così, dato che sembra si stia andando incontro a un’altra “COSA”).

A Loiano mancano cose fondamentali come un ATM alle Poste (due sportelliste sole): per prelevare si va in un altro paese quando il sabato si fa la spesa e manca qualche marciapiede, il che deve farci stare attenti alla velocità delle macchine, ma nulla che possa spaventare chi proviene da città come Milano, dove ognuno la velocità se la crea a seconda del quartiere dove vive (dipende dalle strisce pedonali, dai semafori e dalla lunghezza del percorso e in periferia tutto questo di solito è sinonimo di rispettare diversamente il codice della strada).

Il resto è meraviglioso e aspetta solo di essere scoperto. Ve ne darò conto al prossimo post.

sV3vA