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Curare l’epilessia in Emilia-Romagna: “anni di ca@@te tipo isola felice”…


Da tre giorni sto cercando di fissare una visita di controllo per cambiare la terapia degli antiepilettici.

Per le cure a lungo termine, infatti, occorre cambiare terapia ogni due o tre anni: questo perché il corpo non si abitui, gli altri organi non ne abbiano a soffrire eccessivamente e dato che ci sono nuovi antiepilettici più leggeri, meglio passare a questi.

INIZIANO LE CHIAMATE SU MARTE

Dopo la prima visita al Bellaria, con l’epilettologo di turno e a seguito degli esami richiesti ho cercato – come consigliato – di mettermi di nuovo in contatto con il Centro delle Epilessie del Bellaria. Come chiamare su Marte: anzi, no. Su Marte avrei avuto un leggero ritardo, ma la base mi avrebbe risposto di sicuro.

Risultato: mi trovo con una terapia già scalata, senza quella in subentro, con la medicina che scalo che – nonostante sia ormai al limite – fa più danni che altro.

L’ESENZIONE PER PATOLOGIA

L’esenzione per patologia mi ha sempre assicurato le cure migliori, in Lombardia e in Valle d’Aosta (dove ho vissuto in precedenza). Come tutti i portatori di patologie ho, infatti, diritto agli esami e alle visite, così come ai medicinali, senza dover pagare (morirò con l’epilessia, sapete cosa vuol dire continue visite, esami, medicine per tutta la vita?).

Ho però scoperto che in Emilia – Romagna, dove abitiamo da un paio di anni, se proprio desidero essere visitata nuovamente posso farlo al modico prezzo di 170€ (come seconda visita dallo stesso epilettologo di cui sopra). Sarà per quello che al Bellaria non risponde più nessuno?

Thanks to: Isola Posse All Stars per il testo “Stop War!” (Album Stop al panico! 1991), da cui ho preso una strofa:

https://youtu.be/zlMFhW9v21w

Sveva Stallone, giornalista (ampiamente ignorata) con epilessia

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Good news? Giudicate voi


Desidero iniziare con una buona notizia: il 27 di questo mese finalmente sarà il mio turno per la prima dose del vaccino. Ho avuto delle belle occasioni le settimane scorse, che mi hanno fatto ben sognare e sperare professionalmente: ma sono personcina facilmente influenzabile e mi basta un cenno per farmi un intero film con l’happy handing.

Nel mentre sto aiutando mio marito in un lavoro (suo), che mi fa sentire quel tantinello utile a un pezzetto di mondo. Sul fronte della salute non vedo l’ora di poter di nuovo fare un viaggio in Lombardia per i controlli che salto da un paio di anni: tra EEG e dosaggi devo rimettermi in pari e sarà meglio uscire da questa situazia “prima di ieri”, come si suol dire.

Dirvi come mi sento non saprei: per mia fortuna non sono incline alla depressione, altrimenti sarei nel buio più totale tra un lavoro che inseguo e un’immobilità professionale che diventa pesante ogni anno di più.

Diversi pensieri felici, però, occupano l’altra parte del mio emisfero cerebrale. Il primo è mio marito, gli altri sono divisi tra famiglia, amici, radiofonia, musica, libri, giornalismo (no, questo è più un pensiero fisso ormai)…

Due cose: vogliatevi bene. E fatevi vaccinare!

Sveva

Credits immagine: Sanitario foto creata da freepik – it.freepik.com

Sono stanca. È ora di smetterla!


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Volete uscire? Fatelo, perdiana! Dopo, però, non venite a chiedere di essere curati, non pietite un posto in ospedale, non pregate falsamente coloro che altrettanto falsamente chiamate “i nostri angeli”. Quelli che si fanno il mazzo per salvare la gente str@@za come voi e ci rimettono pure la vita!

 

DAVVERO?

Volete uscire? Davvero non riuscite  a resistere alla corsetta del primo sole? Davvero dovete scendere e fare la spesa ottordici volte di seguito perché “vi manca lo zucchero o vi siete dimenticati il sale”? Davvero davvero state pensando di andare tutti come una gran massa di salmoni ad aprire le porte delle vostre seconde stron@@me case al mare o in montagna?

 

NON CANZONI E ARCOBALENI CI SALVERANNO

Poi urlate dai balconi, cantate le canzoni più popolari e fate disegnare ai bambini gli arcobaleni? Intanto siete usciti – emerite teste di @@@@☠️! Davvero mi state dicendo che NON AVETE CAPITO UN EMERITO BENE? Non saranno gli arcobaleni, né le canzoni, né il vostro falso modo di comportarvi a portarci fuori dal guano. Saranno le regole! Dobbiamo imparare a rispettare le regole: è vero che siamo un popolino che va dietro al primo p@rla che scrive stron@@te su Facebook, ma siamo anche dotati di ingegno. Quando vogliamo, sappiamo comportarci quasi come se degli altri davvero ci importasse qualcosa. Abbiamo un cuore grande, ma a volte il cervello non funziona (e non è il mio, stavolta!🤦): se è un’autorità a parlare allora bravi tutti a decretare che dietro sicuramente c’è qualcosa di losco.

 

SEGUIRE LE REGOLE PER NON AFFONDARE

Ragazzi non so se ve ne siete accorti, ma come cantava Dario Fo anni fa “Noi siamo tutti sulla stessa barca che affonda lentamente… “. Una cosa è certa però: soffro il mal di mare, preferisco seguire le regole. Fatelo anche voi, se non per voi stessi, per vostri figli. Loro non hanno colpa dei comportamenti che assumete e che li mettono a rischio. 

Sv.S.