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Su Putin, i dittatorucoli, la guerra e tutte le altre cose


Mica facile, ma ci proverò: intanto mi ritengo una privilegiata come tutti coloro che possono scrivere senza trovarsi 15 anni di galera per dire le cose come stanno: Vladimir “il pazzo” Putin sta conducendo una guerra, rischiando una guerra mondiale (sicuramente l’ultima tra tutte), tappando la bocca a tutti coloro che parlano di conflitto, guerra, violenza nei confronti dell’Ucraina. Stanno chiudendo persino le maggiori testate di informazione in Russia per non mettere in pericolo la vita dei propri giornalisti.

Quindi: Giovani, anziani, bambini; basta che dicano NO ALLA GUERRA! (il famoso НЕТ ВОЙНЕ – Niet Vainiè, più o meno) e arriva la polizia di gran carriera, fa retate come non ci fosse un futuro e bum! tutti nelle patrie galere per aver anche solo pensato alla Pace.

Facile poi riempirsi a bocca di paroloni come “nazisti” e “fermiamo il nazismo”: tra tutti i dittatorucoli che hanno negli occhi il luccichio della propria grandezza – vera o finta che sia – Putin è il più nazista che si rispetti.

Noi che eravamo bambini negli anni Settanta abbiamo imparato in quegli anni due slogan, perché anche a quei tempi si sentiva parlare di Terza guerra mondiale: “Fate l’amore non la guerra” e “Non ho visto la guerra e non voglio vederla mai”.

I bambini per loro natura rifuggono la guerra: sono gli adulti che li devono abituare a questa orrenda pratica e in un modo o nell’altro ci riescono sempre.

Di fatto siamo una specie in via di estinzione: qui si parrà la nostra nobilitate. Andremo verso un futuro, con uno sviluppo per tutti o quei cojotes che detengono un qualche potere e che ne vogliono sempre di più getteranno alle ortiche tutta l’umanità, perché mammina gli ha detto che non possono avere tutta la torta?

Se potessi invocare una qualche deità su Putin e dittatorucoli affini – e se funzionasse – gli scatenerei addosso tutta l’ira di Pazuzu. Se non funzionasse, invece, inizierei a compulsare il NECRONOMICON, magari La descrizione delle Leggi dei Morti qualcosa fa (anche se si tratta di uno pseudobiblion). Allora davvero saprebbero cosa significa SCATENARE IL TERRORE!

Con tutto l’affetto di cui posso essere capace, miei cari terricoli

Sveva

ps: ho scelto di far tradurre il post, per essere più chiara.

О Путине, диктатурах, войне и прочем

Нелегко, но я постараюсь: пока же я считаю себя привилегированным, как и все те, кто может написать, не очутившись в 15-ти годах тюрьмы, чтобы сказать все как есть: Владимир «сумасшедший» Путин ведет войну, рискуя мировой войной (конечно, последней из всех), затыкая рот всем тем, кто говорит о конфликте, войне, насилии в отношении Украины. Даже крупные новостные агентства в России закрываются, чтобы не подвергать опасности жизнь своих журналистов.

Поэтому: Молодежь, старики, дети; просто скажи НЕТ ВОЙНЕ! (известная НЕТ ВОЙНЕ – Niet Vainiè, более-менее) и полиция приезжает с отличной карьерой, рейды как будто будущего нет и бум! все на своих родинах за то, что даже подумали о Мире.

Тогда легко набить себе рот громкими словами вроде «нацисты» и «давайте остановим нацизм»: из всех диктатур, у которых в глазах блестит собственное величие — настоящее или фальшивое, — Путин — самый уважающий себя нацист. .

Мы, дети семидесятых, выучили в те годы два лозунга, потому что еще в те дни слышали о Третьей мировой войне: «Занимайтесь любовью, а не войной» и «Войны не видел и не хочу видеть».

Дети по своей природе сторонятся войны: приучать их к этой ужасной практике должны взрослые, и так или иначе им это всегда удается.

На самом деле мы вымирающий вид: здесь мы будем казаться нашим дворянином. Пойдем ли мы к будущему, с развитием для всех, или те кожоты, которые обладают какой-то властью и хотят все больше и больше, бросят все человечество на ветер, потому что мама сказала им, что они не могут получить весь пирог?

Если бы я мог призвать какое-нибудь божество к Путину и связанным с ним диктатурам — и если бы это сработало — я бы обрушил на него весь гнев Пазузу. Однако, если бы это не сработало, я бы начал навязывать НЕКРОНОМИКОН, возможно, «Описание Законов Мертвых» что-то делает (пусть это и псевдобиблион). Тогда они действительно знают, что означает РАЗБЛОКИРОВАТЬ ТЕРРОР!

Со всей нежностью, на которую я способен, мои дорогие земляне

Sveva

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Presidente Vladimir Putin attento all’influenza e al tè


Per quanto potere possa avere un uomo, presidente Vladimir Putin, si ricordi che nella sua amata (?) Russia sono molti i modi in cui dittatori e zar, vengono messi da parte – diciamo così.

SI RICORDA COM’È MORTO STALIN?

Si ricorda di Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto Stalin? L’uomo cosiddetto “d’acciaio”, (perlomeno nella sua testa) nella notte dell’1 marzo 1953 nella dacia di Kuncevo, rimase vittima di un’emorragia cerebrale e per diverse ore non gli venne prestata alcuna assistenza medica.

Peraltro era difficile farlo: Stalin stesso aveva già fatto arrestare diversi medici per presunti avvelenamenti (era un tantinello paranoico), facendoli deportare, quindi nessuno dei suoi più stretti collaboratori si sarebbe preso la responsabilità di chiamare un medico qualsiasi per farlo intervenire anche in questa occasione. Questo bastò per mandarlo a fare parte della Storia in modo definitivo.

Dovete avere una vita molto triste e solitaria, voi dittatori del menga: non potete avere amici veri perché alla fine non vi fidate di alcuno, non potete amare davvero, perché non sapete se siete realmente ricambiati, sapete di sicuro che le persone che vi circondano e vi temono un domani faranno di tutto per scavalcarvi e prendere il vostro posto. Una vita così non la vorrei per tutto l’oro del mondo. Lei poi deve vivere nella costante paura di essere fregato da tutti. E di morire. Che tristezza.

INFLUENZA E TÈ AL POLONIO

Tornando a bomba, nella sua Russia, signor Putin, vive ancora una sorta di *influenza* ante COVID-19, che tutti coloro che sono stati al potere prima di lei, hanno contratto. È una forma resistente agli anni: non c’è vaccino che tenga.

Passando al tè, stia attento: se fuori fa molto freddo e glielo offrono al polonio invece che al limone, non lo beva. È vero che scalda, ma lo fa per sempre.

Un’ultima cosa: in questi giorni in cui si susseguono molte notizie da diverse fonti noi giornalisti stiamo più attenti che mai, ma nessuno come chi è freelance e non ha servizi da presentare a qualche network o giornale, può lasciarsi andare a pensieri più personali – ogni tanto.

POVERO CANARINO NELLA GABBIA DORATA

Stamattina pensavo che lei mi ricorda un canarino di quelli nati in cattività, che mai hanno visto l’esterno se non attraverso una bella e grande gabbia dorata. Anche se le aprissero la porticina della sua voliera, lei non uscirebbe all’esterno. L’unica cosa che riuscirebbe a farla uscire sarebbe la mano del suo padrone, che ha sempre visto, perché le fornisce da mangiare, da bere, le cambia la sabbietta… Ecco, un giorno vedrà quella mano entrare nella gabbia e prenderle le zampine, ma non sono sicura che le piacerà.

Sveva Stallone, giornalista (in vena di pensieri personali)

Sono stanca. È ora di smetterla!


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Volete uscire? Fatelo, perdiana! Dopo, però, non venite a chiedere di essere curati, non pietite un posto in ospedale, non pregate falsamente coloro che altrettanto falsamente chiamate “i nostri angeli”. Quelli che si fanno il mazzo per salvare la gente str@@za come voi e ci rimettono pure la vita!

 

DAVVERO?

Volete uscire? Davvero non riuscite  a resistere alla corsetta del primo sole? Davvero dovete scendere e fare la spesa ottordici volte di seguito perché “vi manca lo zucchero o vi siete dimenticati il sale”? Davvero davvero state pensando di andare tutti come una gran massa di salmoni ad aprire le porte delle vostre seconde stron@@me case al mare o in montagna?

 

NON CANZONI E ARCOBALENI CI SALVERANNO

Poi urlate dai balconi, cantate le canzoni più popolari e fate disegnare ai bambini gli arcobaleni? Intanto siete usciti – emerite teste di @@@@☠️! Davvero mi state dicendo che NON AVETE CAPITO UN EMERITO BENE? Non saranno gli arcobaleni, né le canzoni, né il vostro falso modo di comportarvi a portarci fuori dal guano. Saranno le regole! Dobbiamo imparare a rispettare le regole: è vero che siamo un popolino che va dietro al primo p@rla che scrive stron@@te su Facebook, ma siamo anche dotati di ingegno. Quando vogliamo, sappiamo comportarci quasi come se degli altri davvero ci importasse qualcosa. Abbiamo un cuore grande, ma a volte il cervello non funziona (e non è il mio, stavolta!🤦): se è un’autorità a parlare allora bravi tutti a decretare che dietro sicuramente c’è qualcosa di losco.

 

SEGUIRE LE REGOLE PER NON AFFONDARE

Ragazzi non so se ve ne siete accorti, ma come cantava Dario Fo anni fa “Noi siamo tutti sulla stessa barca che affonda lentamente… “. Una cosa è certa però: soffro il mal di mare, preferisco seguire le regole. Fatelo anche voi, se non per voi stessi, per vostri figli. Loro non hanno colpa dei comportamenti che assumete e che li mettono a rischio. 

Sv.S.