Il difficile titolo del 2019: Terra, c’è ancora la Stupidità


L’anno è iniziato da nove giorni e a livello personale promette bene: come coppia, professionale, dal lato famiglia, dal punto di vista radioamatoriale. Eppure, il 2018 non è riuscito a portarsi via tutta la stupidità dell’Universo (che secondo molti avrebbe fatto dire ad Albert Einstein “Solo due cose sono infinite, l’Universo e la stupidità umana. E non sono sicuro della prima”). Se uno scienziato di tale levatura aveva un dubbio così grosso, chi sono io per farmi delle domande stupide?

Ciò che mi sarebbe piaciuto vedere volare dalla finestra del 2018 tra le altre cose sono – nei 70 anni della Dichiarazione dei Diritti Umani – la cattiveria, l’idiozia, la stupidità, l’aridità nel trattenere 49 persone in mezzo al mare nei giorni in cui tutti gli spiriti che si dicono buoni, cristiani e in pieno spirito natalizio, dovrebbero essersi elevati al più alto senso del trasporto della bontà di cuore e del sacro senso del dovere verso altri esseri umani.

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Citando sempre Einstein, quando gli fu chiesto di dichiarare la sua razza in arrivo negli Stati Uniti, egli la descrisse “UMANA”. Siamo pieni di persone che si sono spostate per la Guerra da una parte a un’altra del Pianeta, abbiamo registrato milioni di morti nelle due precedenti Guerre Mondiali, abbiamo fatto cose tremende come esseri “umani” (lo scrivo tra virgolette perché non so quanto di umano ci sia ancora in noi), eppure ci rimbalziamo 49 persone, chiudiamo porti, “facciamo la faccia dura per fare più paura”, per non avere in tutta Europa… 49 persone. Questa è definita STUPIDITA’ e – pensateci bene – è duro vivere su un Pianeta così stupido.

Mi sarebbe piaciuto che la stupidità rimanente – ossia TUTTA quella sul Pianeta Terra – allo scoccare della mezzanotte tra l’anno vecchio e quello nuovo, svanisse. In questo modo, nel 2019 – l’anno che abbiamo appena iniziato a usare – saremmo entrati de facto in un’Era Storica: ma non è possibile, lo sappiamo bene. Siamo italiani e sotto un governo giallo/ verde. Il che – come abbinamento cromatico – non è proprio il massimo e come governo, lo stiamo scoprendo poco a poco, beh… come governo è tremendo.

Speriamo nei giorni a venire, speriamo nel giornalismo libero, nella musica, nei libri, nella cultura in generale. Speriamo sempre che il domani sia migliore e non smettiamo mai di pensare, mai di scrivere, mai di far valere le nostre opinioni. Perché abbiamo già avuto degli avvertimenti.

Sveva Stallone

I 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani


Eleanor Roosevelt con la prima copia della Dichiarazione universale dei diritti umani

La Dichiarazione universale dei diritti umani compie 70 anni oggi.

“E chissenefrega” direte voi. Infatti, è proprio così: un chi se ne frega dopo l’altro, siamo tornati indietro ai tempi del razzismo dove non tutti gli uomini (e le donne) nascevano uguali con gli stessi diritti, per lo studio, lo sviluppo nella società, le cure e ancora la diversità di genere (questo è un punto in Italia di fatto irraggiungibile).

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»

(Il primo articolo della Dichiarazione)

A parole l’essere umano è bravissimo: fa dichiarazioni da brivido, dopo le guerre, le stragi, le disgrazie più o meno naturali.

A parole.

L’applicazione delle stesse poi non trova mai terreno fertile. Riusciamo a dire cose bellissime e nello stesso tempo a non farle, perché sono talmente belle da risultare utopiche.

Viviamo nel mondo di pongo della fantasia: qualcuno ci ha provato anche con la “non politica”, quella cosa che doveva portare case di vetro laddove c’erano la gestione della cosa pubblica, aprire la politica al popolo, togliere i soldi e le ruberie ai potenti e riguadagnare terreno alla giusta politica che avrebbe dovuto fare funzionare le città.

Di solito queste dichiarazioni non oltrepassano la soglia delle parole, ma qui c’è stato il tentativo. Poi, come in tutte le cose umane, l’accomodamento delle terga sulla pelle delle poltrone del potere fa cambiare idea.

È successo lo stesso alla Dichiarazione universale dei diritti umani di 70 anni fa.

Che — per l’appunto — è rimasta solo una dichiarazione: essendo nei sogni degli uomini, si insegna ai bimbi quando son piccoli come una favola. Poi appena cresciuti, gliela si fa disimparare: vuoi mai che crescano adulti con alto senso dell’impegno sociale che pensino che sia una cosa davvero applicabile.

Se siamo arrivati a rendere le ONG fuori legge, i salvataggi in mare fuori legge, se siamo arrivati a fare morire le persone girandoci dall’altra parte solo perché siamo nati da questa parte del mondo, se siamo arrivati a pensare che ci sia una parte giusta e una parte sbagliata del mondo, una religione giusta, una sbagliata, se ci siamo scandalizzati ogni volta per il corpo di un bimbo morto tirato a riva dal mare e abbiamo gridato “mai più” e ogni volta era la stessa cosa… Significa che la Dichiarazione universale dei diritti umani a noi fa proprio ridere dato che la calpestiamo ogni giorno.

Non prendiamoci in giro, la conclusione logica è che la Dichiarazione universale dei diritti umani a 70 anni è vecchia: possiamo disfarcene, cancellarla.

Tanto ormai non ha nessuna applicazione utile.

Sveva Stallone